Come eliminare la condensa delle finestre

Perché si forma e come evitare la condensa sui vetri delle tue finestre

La sostituzione delle finestre può, a volte, causare problemi di condensa e muffa all’interno della vostra abitazione. Quest’ultima, oltre ad essere sgradevole alla vista è anche portatrice di patologie respiratorie, soprattutto nei soggetti più fragili come i bambini.

Vediamo allora alcuni punti importanti relativi al problema della condensa sui vetri:

Perché si forma la condensa sulle finestre?

L’umidità è la quantità d’acqua o vapore acqueo contenuto nell’aria.

Una famiglia di 4 persone ne produce mediamente fino a 15 kg al giorno all’interno di un’abitazione. L’aria è il contenitore dell’umidità, un contenitore relativo. Più è alta la temperatura dell’aria più questa è in grado di contenere maggiore umidità al suo interno. La contiene finché non arriva al suo limite.

L’umidità, o vapore acqueo, è innamorata dei punti freddi, un amore incondizionato per qualsiasi punto che sia freddo.

Questo significa che se avete dei punti (ponti termici) in cui la temperatura superficiale è sotto ai 16 gradi è molto probabile che avrete delle muffe e delle condense, quest’ultime più probabili sotto ai 13 gradi.

Chiariamo subito: gli infissi non possono creare né muffa né condensa. 

Trent’anni fa questo problema era dovuto alla scarsa qualità del serramento. Erano essenzialmente in alluminio a taglio freddo oppure in legno.

Nella maggioranza dei casi il serramento era composto da un vetro singolo e, anche nel caso di doppi vetri, non era presente alcun trattamento basso emissivo, gas argon e canalina termoisolante. Era facile che il serramento facesse condensa dal momento che il serramento stesso non aveva alcun potere isolante. 

Nei serramenti di ultima generazione questo non è possibile. 

La muffa e la condensa si formano per altri motivi.  La posa, ad esempio, può creare le condizioni favorevoli per la comparsa di questi due fenomeni.

Perché non serve cambiare finestre per eliminare la condensa

I serramenti moderni hanno elevati standard prestazioni eliminando qualsiasi scambio d’aria e spifferi con l’esterno. Avere una casa  a “tenuta stagna” significa, tuttavia, avere un contenitore d’ariani che raggiungerà molto velocemente il suo limite di immagazzinare vapore acqueo e di raggiungere quindi, il suo punto di condensa.

Infatti, se la casa è “sigillata”, l’umidità che si forma al suo interno con le normali attività quotidiane (respirare, dormire, cucinare, fare la doccia, passare lo straccio, fare la lavastoviglie, la lavatrice e l’asciugatrice…) non potrà uscire. Giorno dopo giorno l’umidità si accumulerà fino ad arrivare ad un punto talmente elevato che saturerà l’aria e andrà a depositarsi sotto forma, prima di condense e poi di muffe, nei punti più freddi della casa: vicino agli infissi, dietro gli armadi, sui vetri e perfino sul pavimento.

Se i nostri competitori non ti hanno spiegato quanto appena raccontato prima di sostituire gli infissi, io ne starei alla larga. Potrebbero ignorarlo o, peggio ancora, ne sono a conoscenza ma pensano solo a vendere finestre, non curandosi del tuo comfort.

Se ti trovi nella condizione di avere la muffa da condensa, non preoccuparti. 

Ecco qualche rimedio utile che puoi applicare fin da subito.

Come evitare la muffa da condensa

Rimedio 1.

Arieggiare l’abitazione in modo controllato. Ovvero aprire spalancando le finestre per qualche minuto, una o più volte al giorno, ad intervalli regolari. Sempre la mattina appena alzati e poi, nell’arco della giornata, a seconda di quanta umidità percepisci. Se l’ambiente è già poco salubre, dovrai, inoltre, cercare di produrre meno umidità possibile con le attività quotidiane.

Rimedio 2.

Ricorrere alla VMC (ventilazione meccanica controllata). È una macchina che cambia l’aria in automatico dentro casa scambiandola con quella esterna. I modelli migliori hanno il recupero di calore che ti permette di non sprecare il riscaldamento che hai pagato profumatamente, cosa che, al contrario, avviene quando apri le finestre arieggiando in modo classico. È un ottimo rimedio contro la muffa da condensa e la condensa su finestre e vetri. Questo eccezionale sistema filtra anche l’aria, restituendotela sana e priva di batteri, composti organici volatili (VOC) e allergeni.

L’aria dentro le nostre case, infatti, è sempre più inquinata di quella esterna a causa dei prodotti chimici che usiamo tutti i giorni per la pulizia, dei gas di cottura ed i ristagni. Un buon impianto di VMC è in grado di filtrare le polveri sottili come le pm 10, le pm 20, i pollini e gli agenti inquinanti. 

Tuttavia, se in fase di posa dei nuovi infissi non si è prestata attenzione ai ponti termici, non ci sarà né aerazione né VMC che tenga! Per questo è necessario rivolgersi sempre a posatori certificati.

Se hai della muffa causata da ponti termici, l’unica soluzione è risolvere i ponti termici. 

I ponti termici che più comunemente generano muffa all’interno delle abitazioni sono: controtelai metallici, canaline dei vetri in alluminio e i marmi passanti.

Spesso sentiamo dire che sui serramenti in PVC e su quelli in alluminio a taglio termico si forma condensa mentre sui serramenti in legno questo non accade. In realtà, il principio di formazione della condensa sui vetri delle finestre è sempre lo stesso. L’unica differenza sta nel fatto che mentre l’alluminio ed il PVC non si lasciano attraversare dal vapore, il legno tende ad assorbire l’umidità presente nell’ambiente, per poi rilasciarla nel tempo. 

In sostanza, il problema della condensa sui vetri delle finestre, oggi, è da imputare quasi sicuramente alle condizioni ambientali, più che alla qualità dei serramenti stessi.

La canalina in alluminio: quando la condensa è colpa delle finestre

La canalina, o distanziale, è l’elemento che collega le due (o tre) lastre dei vetri camera. Essendo montato nelle vetrate isolanti, ci si aspetta che sia un materiale isolante, ma, per tanti anni e, purtroppo, anche oggi in molti casi, continuano ad utilizzarlo in alluminio. Questo metallo è molto conduttivo e si trasforma letteralmente in un “radiatore perimetrale” nel vetro. 

È facile capire quanto questo elemento sia importante e significativo per l’isolamento della finestra: questo “radiatore lineare” lungo decine di metri fa entrare tantissimo freddo in inverno e caldo in estate.

Ed è anche fonte di condensa sui vetri e nel perimetro come possiamo constatare nella seguente immagine:

Nella seconda immagine vediamo una canalina a bordo caldo, detta anche warm-edge, che, essendo costruita con un materiale isolante, previene la formazione di condensa e non si comporta come un “radiatore lineare”.

Come risolvere la condensa sui vetri? 

Purtroppo, se la causa della condensa sono le canaline, l’unica soluzione è sostituire tutti i vetri camera. Non è possibile tecnicamente sostituire solo le canaline in alluminio con quelle termiche.

Come sapere se il problema è davvero la canalina? 

Come prima cosa dovresti verificare se la canalina è in alluminio. Puoi riconoscerla dal colore argento. Poi, se la condensa è solo sul perimetro del vetro e non è abbondante, hai trovato la causa. Se invece è su tutto il vetro è possibile che il problema sia nell’aerazione degli ambienti.

Ma allora perché non si utilizzano solo canaline termiche? 

Perché molti usano questo pessimo materiale per assemblare i vetri camera? 

Probabilmente per ragioni di costi ma soprattutto di ignoranza tecnica.

Di seguito una “foto termica” di una vetrata con inglesine dove potete notare la diversa dispersione di una vetrata tradizionale ed una con la canalina termica warm-edge.

A sinistra una canalina isolata e a destra in alluminio.

Si noti il colore blu che evidenzia il freddo penetrato nell’abitazione attraverso le canaline. Insieme al blu ci sarà anche quasi sicuramente la condensa sui vetri.

I migliori distanziali a bordo caldo permettono questi vantaggi:

Inoltre, lo spessore ottimale della canalina termica è 16/18 millimetri, non sempre, infatti, più larga è meglio è. Una canalina di 12 millimetri consente un decadimento di prestazioni perché i vetri sono troppo vicini; oltre i 20 millimetri si perde la prestazione per via dei moti convettivi.

L’aria, come si evince, è un ottimo isolante, ma solo quando è ferma!

Condensa sul telaio: cause e soluzioni

La condensa, a meno che non siamo in presenza di vecchi infissi in alluminio a taglio freddo, non si creerà sul telaio del serramento ma potrebbe crearsi sulla parte interna del telaio del portoncino blindato.

Stiamo parlando di porte esposte agli agenti atmosferici non di quelle all’interno di una scala condominiale ovviamente.

Immaginiamo una casa perfettamente coibentata, magari con un bel cappotto esterno (visto che siamo in periodo di Super Bonus 110%), con dei serramenti performanti posizionati correttamente sopra un bel controtelaio o, meglio ancora, sopra una spalla coibentata con il quarto lato. 

L’unico punto della casa che avrà problemi sarà proprio il telaio del portoncino blindato.

Come abbiamo detto prima, l’umidità adora i punti freddi ed in questo caso l’unico punto freddo sarà proprio il telaio in acciaio del blindato.

In questo caso esistono soluzioni di portoncini blindati con il telaio in PVC. In questo caso vi proponiamo la Synergy OUT della Dierre, porta certificata Casa Clima.

Cosa cambia da un telaio in acciaio ad uno in PVC? 

Semplice, si evita il ponte termico!

I telai delle porte blindate, anche se rivestiti in legno, in determinate condizioni ambientali, danno luogo a fenomeni di condensa tanto più estesi, quanto più è elevato il tasso di umidità dell’ambiente e quanto è più bassa la temperatura esterna. Il telaio della Synergy Out risolve questo inconveniente in quanto, data la sua bassissima trasmittanza termica, riduce la possibilità di condensa a condizioni che mai si verificano in realtà.

Puoi recarti presso il nostro punto vendita di corso Casale 227 a Torino per avere una valutazione professionale del tuo problema e trovare un rimedio, rigorosamente su misura.

Bene, anche per questa volta è tutto.

Ci rivediamo al prossimo articolo!

Il team di Delta Porte

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