PARLIAMO DI PORTE

PARLIAMO DI PORTE

Ma che cosa sono? Si possono definire come un confine netto, che separa due spazi.

Sono un oggetto con tante caratteristiche che possono enfatizzarne la funzione, oppure renderla invisibile.

La maniglia, per esempio, è l’elemento che attiva la porta e la sua assenza può far dubitare della presenza di un accesso.

La porta è l’ingresso per eccellenza.

Ma dove permette di entrare?

Anche in funzione di questo aspetto è possibile caratterizzare questo elemento architettonico: l’ingresso da esterno a interno è quasi sempre differente dall’apertura che connette due ambienti interni. Soprattutto se gli spazi in cui si entra sono intimi, come le camere o il bagno.

L’estetica dell’elemento si fonde dunque all’ambiente per cui è pensato: si parla in questo caso di un oggetto di design, dove nulla è lasciato al caso e la superficie viene disegnata in relazione agli spazi, ai volumi.

Oggi, il trend minimalista continua a conquistare, sia per la purezza estetica sia perché poche linee chiare sono funzionali a valorizzare ciò che sta intorno.

Largo dunque a sistemi a scomparsa e porte scorrevoli raso parete che riducono l’ingombro a vantaggio di un’essenzialità in grado di dare spazio ad altri elementi d’arredo.

La porta tende così a sparire, in un mondo che è sempre più open space? La risposta è no: l’uomo avrà sempre bisogno di sicurezza, di privacy, di segreti da custodire, di tranquillità.

E se la porta è minimal, non vuol dire che non si noti: la superficie può essere al tempo stesso identitaria e diventare un dettaglio in contrasto con le caratteristiche della stanza.

Soprattutto se si tratta di una porta interna, da laccare o rivestire con materiali audaci per modificare l’aspetto dell’ambiente circostante.

Lo permette la nuova tendenza 2020, che vede convivere non solo diversi colori complementari ma anche stili diversi di arredo.